La Fondazione PALAZZO BLU di Pisa presenta il Maestro HOKUSAI

PITTURE, INCISIONI E STAMPE DALLA TRADIZIONE DELL’ARTE GIAPPONESE

di Paolo Cavaleri

“… soggetti semplici, molto spesso frequenti … ma è il come si combinano fra di loro che dà una resa unica, intima. Poi i colori e quei particolari che pur essendo piccoli, hanno altri dettagli che li animano come fossero vivi

Questa è una delle impressioni che si è sentita più spesso dai visitatori, alla mostra “HOKUSAI”, nella giornata di domenica 26 gennaio, ospitata a Palazzo Blu, a Pisa, nel percorso del Lungarno Gambacorti al numero 9. È vero che i grandi nomi muovono grandi numeri, ma probabilmente la soddisfazione di un evento non sta tanto nel mostrare un artista di fama mondiale, o la sua arte e la sua storia, quanto nel constatare che quel tocco artigianale ha solleticato l’immaginario di tutti gli occidentali. Ebbene, quella di Katsushika Hokusai, è una mostra coordinata da stakeholder che hanno coadiuvato le energie istituzionali, per ufficializzare l’esposizione da ottobre 2024 a febbraio 2025. Successo dimostrato non solo dalla visibile affluenza, che oggi certifica settantamila spettatori, ma anche da quei brand che da decenni sono entrati nella cultura pop di noi italiani, circondati dai manga, i sapori e le filosofie del Sol levante.

Entrando nel merito, la Fondazione Palazzo Blu, che da vent’anni onora artisti euro-occidentali, si è offerta a un viaggio alternativo, un percorso che in più piani apre la mente a un mondo antico, vissuto da una persona dell’epoca, che comunque nelle sue incisioni, colori e ideogrammi, ha ispirato allievi e artisti tutt’ora viventi. Essi sono celebri, perché hanno guardato a colui che tra sette e ottocento, usò il legno, scalpello e pennello per vedere il mare, l’uomo e la terra. Sia chiaro comunque, che la struttura ospitante, al di là del protagonista, ha sempre incisioni come acqueforti, litografie e silografie, ma è per quest’ultime, a carattere policromo, che l’autore giapponese si è fatto maggiormente conoscere.

La mostra inizia con atmosfera soffusa, in un suggestivo labirinto adombrato, giocando con le luci che rivelano i primissimi paesaggi, anticipati da versi in lettere per onorare il simbolo iconico di Hokusai: il Monte Fuji – ecco una montagna che conosce le stagioni … il Fuji è ammantato con la neve della veste estiva nel tepore del piccolo sesto mese –.

Alba a Isawa nella provincia di Kai“. Dalla serie trentasei vedute del Monte Fuji. 1830 – 1832 ca. Katsushika Hokusai

Da qui, si vedono floreali architetture in legno immerse nelle vedute giapponesi sfumate di azzurro, rosa e verde. Questi, più tenui, si mostrano nella teca di vetro dei quaderni che ritraggono altre panoramiche. In seguito lo stesso azzurro si fa blu nel perimetro dedito alle famose visioni del monte citato. Ed ecco al centro ‘La Grande Onda di Kanagawa’ opera simbolo che allude, secondo alcune ipotetiche teorie, a una preparazione spirituale dell’uomo di fronte a inevitabili difficoltà, contestualizzate nella potenza delle maree che circondano la sua patria. In uno spazio più modesto, invece, un curioso esperimento di arte digitale in movimento si propone in bianco e nero.

Mentre alcuni quadri descrittivi accompagnano la fantasia degli osservatori, l’itinerario procede con un abbozzo di arte erotica (consigliando la visione ai maggiorenni da parte del museo), e l’introduzione dei giapponismi: complesso di stilemi e inclinazioni artistiche che l’arte orientale del Maestro, ma anche di Utamaro e Hiroshige, passarono ad europei, nonché impressionisti e post-impressionisti. Retaggio artistico che si riflette anche nelle opere esposte di artisti contemporanei come Yoshimoto Nara e Manabu Ikeda, che sono ricche di simbolismi, considerando le possibilità delle moderne tecnologie. Peculiare, a questo punto della mostra, la lunga teca in vetro con gli schizzi di Hokusai su motivi decorativi per vestiario, con disegni su rapaci, pesci, che sono raccolti nei suoi piccoli manuali personali per esercitarsi nella didattica.


Così, dopo essersi fermati per un leggero intrattenimento multimediale sulla tecnica della silografia (tecnica calcografica diretta d’incisione sul legno, chiamatasi anche xilografia), si procede al piano di sopra per l’ultima grande trance.

Eterni soggetti di una cultura orientale, quella dei ‘surimono’: dal significato letterale ‘cose stampate’, trattandosi di stampe (ukiyoe) più raffinate, volute da committenti nobili. Si osservano cimeli artistici, di una tradizione legata ai calendari, le festività come il Capodanno, dove comunque v’è l’elemento aggiuntivo della poesia: simboli dei versi poetici si legano ai soggetti presi dal folclore e dalla mitologia per un est piacevolmente fiabesco.

Presenti molte silografie, così come anche eleganti pitture su rotoli di seta, in cui presenze muliebri e bellezze del mondo animale, celebrano una cultura propria dell’immagine di quel tempo … sacro, simbolico e d’impatto.


Nel complesso, diversi i soggetti, dalle geishe, ai pescatori, dai contadini alle preparatrici di tè e le lavoratrici nell’intreccio di stuoie di paglia. Un piccolo-grande mondo dove leggiadri musicisti, aristocratiche poetesse e lottatori di sumo, si esprimono con medesima passione. I colori rafforzano l’animosità di un Giappone che, essendo in mezzo all’oceano, sa di dover prendere coscienza di sé. Ciò è metafora trasponibile in qualsiasi patria, sistema e individuo.


In Hokusai si è percepito come il vasto corollario di emotività umane, siano incarnate in quegli ambienti lontani, di una calma apparente e dalla spaventosa maestosità ritratta nei dettagli. Architetture e floreali motivi, restituiscono quell’Oriente semplice ma solenne, che ha sempre mostrato costante fierezza nella millenaria tradizione dei suoi cicli di vita.


L’iniziativa è stata curata da Rossella Menegazzo, docente ed esperta di Storica dell’Arte dell’Asia Orientale a ‘Università degli Studi di Milano’, ha avuto il Patrocinio di ‘REGIONE TOSCANA’, e ‘COMUNE DI PISA’. Prodotta e organizzata da ‘Fondazione Palazzo Blu’ e MoMo – ‘MondoMostre’, con il contributo della ‘Fondazione Pisa’, il sostegno di “CONFCOMMERCIO PISA. Imprese per l’ItaliaProvincia di Pisa”. Il Partner tecnico è ‘UNICOOP Firenze’, ‘VIVATICKET’ come Ticketing Partner e ‘PPM – Pisa Percorsi Museali’ per la partnership territoriale.

https://www.hokusaipisa.it

Titoli delle opere prese in considerazione:

Alba a Isawa nella provincia di Kai“. Dalla serie trentasei vedute del Monte Fuji. 1830-1832. Katsushika Hokusai;
Gallo e gallina appollaiati su un tamburo da guerra” 1820. Rotolo verticale. Inchiostro e Colore su seta. Katsushika Hokusai;
Tigre fra i bambù che guarda la luna piena” 1818. Rotolo verticale. Inchiostro e colore su seta. Katsushika Hokusai;
Una donna prepara il tè” 1810. Silografia policroma. Surimono. Ryuryukyo Shinsai;
Due donne al lavoro nell’intreccio di stuoie di paglia” 1815-1820. Silografia policroma. Surimono. Ryuryukyo Shinsai;
Musicista giapponese che suona il flauto e musicista cinese che suona il koto” Dalla serie per il circolo di poesia Zakurogaki. 1821 ca. Silografia policroma, argento, oro groffato. Surimono;
I lottatori di sumo Ki no Natora e Otomo no Yoshio” 1829 ca. Silografia policroma oro e argento, surimono. Katsushika Hokusai;
Oniwakamaru e la carpa gigante” 1830 – 1832. Silografia policroma. Argento groffato. Surimono. Totoya Hokkei;
Veduta dal Monte Fuji nel piccolo sesto mese” 1837. Rotolo Verticale. Inchiostro e colore su seta. Totoya Hokkei.

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